Why Sassari? What could a traveller find in this little, quiet city in North Sardinia, so far from the glamorous Costa Smeralda resorts and so different from the most common idea of Sardinia? The answer lies in another question: what does it mean to be invisible for a city? In ancient times, for example, it could have meant security while nowadays, in times of internet, it surely means cultural and economic isolation. Nevertheless there is another meaning relating to the capability of a city to maintain its identity intact during the centuries, while adapting itself to the changing of times and it is a suitable definition of the invisibility of Sassari. Those who aim to discover its beauty must pay close attention while visiting it: modern buildings have taken the place of the ancient vegetable gardens and besiege the old town; the city walls, built during the government of Pisa in XIII century, were demolished during the Savoia kingdom in XIX century, as well as other precious ancient buildings, and only little portions have survived; traffic still invades a part of the historic centre but Sassari, the ancient Thathari, founded almost 900 years ago, is still there. Guidebooks may be useful to explore places, towns, regions, but not an invisible city. To find it out, to discover it one has to go there and search for its indicative traits. These notes of mine intend to suggest a way to unveil such invisible beauty, it being understood that the only guide to an invisible city is the soul of everyone.

Perché Sassari? Cosa potrebbe trovare un viaggiatore in questa quieta, piccola città del nord della Sardegna, così lontana dalle località alla moda della Costa Smeralda e così differente dall’idea più diffusa di Sardegna? La risposta si trova in un’altra domanda: cosa significa per una città essere invisibile? Nell’antichità, ad esempio, poteva aver significato sicurezza mentre oggigiorno, al tempo di internet, significa sicuramente isolamento culturale ed economico. Tuttavia esiste un altro significato che riguarda la capacità di una città di mantenere intatta la propria identità lungo i secoli, adattandosi al cambiare delle epoche ed è una definizione appropriata dell’invisibilità di Sassari. Coloro che intendono scoprire la sua bellezza devono prestare particolare attenzione nel visitarla: gli edifici moderni hanno preso il posto degli antichi orti e assediano la città; la cinta muraria, costruita durante il governo di Pisa nel XIII secolo, fu demolita durante il regno  dei Savoia nel XIX secolo, così come altri antichi edifici di pregio, e solo piccole porzioni sono sopravvissute; il traffico invade ancora una parte del centro storico ma Sassari, l’antica Thathari, fondata quasi 900 anni fa, è ancora lì. Le guide turistiche possono essere utili per esplorare luoghi, città, regioni, ma non una città invisibile. Per conoscerla, per scoprirla occorre recarvisi e cercare i suoi tratti rivelatori. Queste mie note intendono suggerire una via o un modo per svelare una tale invisibile bellezza, fermo restando che la sola guida a una città invisibile è l’anima di ognuno.

LMR

One thought on “

  1. Grazie Signora Loredana Maria Rezzano per aver dedicato il suo tempo alle ricerche sulla mia città. Una bellissima città con un importante storia alle spalle, ma purtroppo martoriata dagli stessi sassaresi, da questa classe politica che in continuazione non fa altro che demolire il nord-ovest Sardegna. Grazie per le bellissime foto pubblicate e per aver descritto con tale poesia la storia e il presente della mia città, pare che lei ci abbia sempre vissuto.
    E’ vero sembra una città invisibile e invisibili sembrano i sassaresi, che in realtà non lo sono. Anzi siamo orgogliosi della nostra città, da cui vorremmo essere messi in condizioni di godercela di più e abbiamo nella nostra apparente indifferenza un cuore grande, talvolta anche troppo, forse è anche per questo che siamo maltrattati dai nostri politici.
    Ancora un grazie ed un abbraccio,
    saluti Giusy

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